Informativa politica ed amministrativa del gruppo consiliare di maggioranza nel Comune di Maltignano

 
home chi siamo i numeri precedenti rassegna stampa novità
Il trasparente N° 11 vai a pag.1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Buongiorno, sono le ore 12:31.13 di Giovedì, 7 Agosto 2003  

Casella di testo:  
Casella di testo:  

 

USO DEL TERRITORIO: RACCOMANDAZIONI
REGOLAMENTO DI POLIZIA RURALE: SANZIONI 

 

Il nostro territorio purtroppo è molto delicato e fragile: la parte nord che si affaccia alla vallata del Tronto è interessato da molte zone instabili per frane ed erosione dei numerosi fossi, la parte sud più pianeggiante è esposta a fenomeni di allagamenti per la difficoltà di regimentare ed incanalare correttamente le acque meteoriche che scendendo dai colli di Cervinara ingrossano i torrenti Vibrata e Scarafaggio. Questi fenomeni naturali vengono aggravati dalle attività umane attraverso lavori agricoli (non sempre eseguiti correttamente) che oggi non vengono più fatti manualmente e con infinita cura come una volta. Molti di noi ricordano genitori e nonni che si rompevano la schiena dall’alba al tramonto con il bidente in mano a “raccapezzare” dopo l’aratura con le vacche oppure a fare “li soleca a schelmatora” dopo la semina. E con quanta perizia dettata da antica esperienza quei vecchi tracciavano i solchi, non troppo anno convoglianripidi e non troppo distanti  tra loro, per raccogliere l’acqua piovana e non permettere ad essa di far ddola verso il più vicino fosso. Oggi tutto è cambiato, si lavora con i mezzi meccanici e la sola cosa importante è fare subito, sbrigarsi. Nell’affrontare un pendio da arare si tiene conto principalmente delle esigenze del mezzo meccanico, chi opera sul trattore spesso non è il proprietario del terreno ma un terzista o un operaio dell’affittuario a cui poco sta a cuore la cura del terreno non suo. Dopo le semine quanti ancora hanno l’accortezza di tracciare i solchi di raccolta delle acque? Quanti agricoltori hanno l’accortezza (che si dovrebbe chiamare obbligo) di non arare le franchigie a fianco di strade e fossi o canalizzazioni?  Quanti proprietari di case o terreni, frontisti di strade, rispettano le distanze dal suolo pubblico quando piantano alberi, specialmente lungo le curve, per non coprire la visuale? Quanti agricoltori durante i diversi lavori dei campi stanno attenti a non rovesciare sulle strade macigni   di   terra  che   possono  essere  pericolosi  per  chi

transita e che poi vanno ad ostruire i tombini? Quanti sono coloro che stanno attenti a convogliare le acque piovane dal loro campo al più vicino tombino o al più vicino fosso? Quanti dopo la potatura stanno attenti a raccogliere subito i rami tagliati che poi trascinati dal vento o da animali vanno ad intasare canaline stradali e tombini? E su questo argomento si potrebbe continuare l’elenco all’infinito.

Gli amministratori non vogliono essere né assillanti né rompiscatole ma con questo articolo intendono solo ricordare e far capire a tutti che rispettare il nostro territorio, già così delicato ed instabile per le ragioni dette all’inizio, non solo è un obbligo ma è soprattutto conveniente per tutti indistintamente, che siano o meno proprietari di case o terreni. Non rispettare il territorio, anzi maltrattarlo,  significa costringere la natura a riprendersi prima o poi, e con conseguenze talvolta gravi, quello che gli uomini prima gli avevano tolto.

Ogni volta che il Comune ottiene un finanziamento a fondo perduto, dalla Provincia, dalla Regione o dallo Stato, che ha per scopo il miglioramento di un versante in frana, di un fosso o di una strada, l’ente che concede la somma impone

 

l’obbligo all’amministrazione comunale di vigilare che tutti i cittadini, ed in particolare gli agricoltori proprietari di terreni vicino all’opera finanziata, rispettino strettamente le norme del “Regolamento di Polizia Rurale” pena richiami e sanzioni.

Anche nel precedente numero del giornalino abbiamo parlato di questo regolamento e dell’aggiornamento che recentemente è stato deliberato circa le sanzioni. Non intendiamo essere “repressivi” nei confronti di nessuno ma non ci stancheremo mai di invitare i cittadini ad essere molto sensibili ed attenti nel rispettare certe regole. Cercheremo sempre di spiegare e far capire perché ognuno di noi non può pensare di avere il diritto di fare sempre e solo ciò che a lui, e solo a lui, sta bene e conviene. Il cittadino, da persona civile, dovrebbe capire da solo ciò che è lecito e ciò che non lo è, quali sono i suoi comportamenti contrari alle norme del buon vivere civile. In proposito si sappia che oggi la civiltà di un popolo si misura da come i singoli cittadini riescono a rispettare l’interesse della collettività senza anteporre ad esso, sempre e con ostinata determinazione,  l’interesse del singolo.

Questo non significa che tutti  siano obbligati ad avere la sensibilità e l’altruismo di un missionario francescano: è possibile curare il proprio interesse senza danneggiare il territorio e gli interessi degli altri.

Continueremo ad insistere per spiegare e far capire in tutti modi questi principi poi alla fine sia chiaro che, pur a malincuore, saremo costretti a sanzionare quelli che nonostante le spiegazioni e gli avvertimenti continueranno a disattendere regole ed inviti.

Confidiamo, nonostante tutto, nella buona volontà dei nostri agricoltori che, siamo certi, vorranno adeguarsi e seguire regole e consigli evitandoci l’imposizione  con il regolamento alla mano.

 

home Il trasparente N° 11 vai a pag.1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

Pag. 3